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Attraverso la lettura del supplemento speciale trovi una serie di spunti, indicazioni, infografiche, tabelle ed esercitazioni per implementare i diversi aspetti del metodo, della didattica, della comunicazione, della match analysis.


Sfrutta il tempo a disposizione per tornare sul campo ancora più preparato!

 

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ECCO GLI ARTICOLI DEL NUMERO... EXTRA!

VERIFICA IL TUO METODO

Le attività che coinvolgono l'allenatore sono molteplici e possono avere diversi obiettivi in funzione della categoria allenata e del livello del club.

Per verificare il suo metodo l'allenatore deve analizzare attentamente almeno 4 aree:

  1. Area prestativa: riguarda il modello di gioco e la capacità di esaltare punti di forza e individualità.

  1. Area Formativa: riguarda le attività volte al miglioramento dei singoli.

  1. Area didattica: riguarda l'efficacia degli allenamenti e la correlazione degli stessi con il modello di gioco ricercato.

  1. Area Gestionale: riguarda i rapporti e le responsabilità-

 

Una volta analizzati i vari fattori che incidono sul livello prestativo è possibile identificare gli aspetti da migliorare e l'allenatore potrà valutare di intervenire sul piano strategico (aggiustando il modello di gioco), sul piano didattico (aggiustando gli allenamenti), sul piano formativo (migliorando i singoli) e/o gestionale (aggiustando regole e comunicazione).


Obiettivo dell'articolo è quello di consentire all'allenatore di mettere in ordine le priorità e dare un peso a ognuna di esse.

GAME MODEL: 80 PUNTI DA ANALIZZARE PER VERIFICARE IL LIVELLO DELLA TUA SQUADRA

Il modello di gioco rappresenta la bussola che la squadra deve saper utilizzare per orientarsi all'interno dei contesti tattici e delle situazioni di gioco che la partita propone.

Detto questo non sempre l'allenatore è attento e lucido nel programmare le attività più idonee per le caratteristiche dei giocatori che allena.

Tutto questo può avvenire sia perchè il mister inizialmente non può conoscere a fondo tutti i giocatori della propria squadra, sia perchè, a volte, tende a riversare la propria attenzione sull'organizzazione di aspetti tattici che conosce bene e che magari non sempre si allineano e collimano perfettamente con le qualità dei giocatori.

Per fare una analisi logica ed efficace è fondamentale mettersi in gioco e analizzare attentamente, in questo periodo di pausa forzata, sia le cose che hanno funzionato, sia le problematiche emerse.


Obiettivo dell'articolo è quello di mettere a disposizione dell'allenatore un fascicolo, ordinato in modo logico e consequenziale, per passare sotto la lente il proprio modello di gioco attraverso l'analisi di 80 di punti.

MATCH ANALYSIS: LO STUDIO DELL'AVVERSARIO IN 5 MOSSE

Studiare l'avversario è importante ed ha lo scopo di avere a disposizione un numero sufficiente di informazioni per preparare la partita.

Più in particolare, lo studio dell'avversario ci deve innanzitutto fornire informazioni relative a:

  • come l'avversario è solito segnare (mette in moto i propri attaccanti);

  • come subisce goal (è possibile mettere in difficoltà i difensori).


Una volta identificati spazi e situazioni da “parare” e da sfruttare, sarà possibile scendere ad un livello successivo ed andare ad analizzare lo stile di gioco della squadra rivale per determinare le informazioni utili a preparare la strategia di gara.

In linea generale si va a studiare il modello di gioco relativamente a:

  • come l'avversario costruisce e sviluppa la manovra (in relazione alle diverse tipologie di pressione che possono essere attuate);

  • come l'avversario tende a difendere (le varie altezze e modalità di pressioni che è solito attuare);

  • quanto l'avversario è rapido e reattivo nell'interpretazione delle transizioni.


Obiettivo dell'articolo è quello di identificare le 5 attività fondamentali (ordinate in modo logico) alle quali un match analista deve adempiere per preparare un report perfetto.

IL CICLO DI ALLENAMENTO SETTIMANALE

Il lavoro dell’allenatore si divide in tre grandi fasi: pianificazione, allestimento e preparazione della gara.


1 - La fase di pianificazione.

La prima fase, che può essere definita di “pianificazione”, riguarda la definizione dello stile di gioco della squadra, ossia le sue linee guida e l’atteggiamento che la compagine dovrà tenere in partita.


2 – L'allestimento dello stile di gioco.

La seconda fase, definibile “di allestimento”, riguarda la definizione del modello di gioco.

In questa fase l’allenatore dovrà concretizzare la stesura della progressione didattica, al fine di far assimilare in maniera ottimale le tematiche tattiche stabilite.


3 - La preparazione della gara.

La terza fase del lavoro del tecnico, definita preparazione della gara, riguarda la definizione della strategia per affrontare la prossima partita in calendario.

Nel corso della settimana l’allenatore deve essere in grado di effettuare quegli accorgimenti al modello di gioco, in modo da esaltare i punti di forza del proprio collettivo e limitare quelli avversari.

I giocatori non devono avere dubbi sul come affrontare la gara e in particolar modo su quali devono essere le soluzioni tattiche da preferire contro l’avversario di turno.

Per raggiungere l'obiettivo è fondamentale sia lo studio dell'avversario, sia l'organizzazione del lavoro di campo.


Obiettivo dell'articolo è quello di analizzare il lavoro che deve essere effettuato in preparazione della partita e come distribuirlo nel corso della settimana.

LE REGOLE PER GESTIRE LA SEDUTA IN 5 MOMENTI FONDAMENTALI

La seduta è il regno dell'allenatore e il tempo più importante di cui il tecnico dispone per plasmare la squadra.

E' importante non scordare mai che: 1) la società ha affidato all'allenatore e ai giocatori un obiettivo specifico; 2) l'allenatore e i giocatori hanno ruoli e mansioni ben definite; 3) il compito e le responsabilità dell'allenatore (ed anche dei giocatori) è quello di lavorare efficacemente per ripagare chi ci ha dato fiducia e lasciare un domani a un livello più altro rispetto a quello che abbiamo trovato quando siamo arrivati.

Ciò premesso, preparare e gestire la seduta non significa soltanto organizzare una serie di esercitazioni a cui sottoporre la squadra.

La sessione di allenamento è qualcosa di molto più importante e se il tecnico è in grado di organizzare al meglio le varie attività può realmente conferire un apporto determinante al valore del collettivo.


Obiettivo dell'articolo innanzitutto è quello di identificare le 5 attività che è necessario svolgere per fare le cose a regola d'arte, prima, durante e al termine della seduta. In aggiunta, sono evidenziate le 4 regole che l'allenatore deve sempre tenere a mente per non sbagliare nella didattica.

RIBALTARE LA PARTITA: ECCO COME...

La domenica sono i giocatori gli assoluti protagonisti della partita ciò non toglie per altro importanza alle competenze dell'allenatore e alla sua capacità di leggere il match.

L'allenatore, dalla panchina, ha il compito di annotare tutto ciò che funziona o non funziona in relazione alla strategia preparata e ovviamente al bilanciamento e all'atteggiamento della squadra.

In particolare l'allenatore deve costantemente monitorare:

  1. il comportamento di squadra e reparti in contrapposizione ai flussi di gioco avversari nelle varie zone di campo (dal pressing ultra al presidio dell'area di rigore, fino alla difesa della porta): questo esame serve per capire se le pressioni sono adeguate e il piano di riconquista preventivato funziona.

  2. Il comportamento di squadra e reparti nella fase di costruzione e sviluppo dell'azione: questa analisi è utile per capire se la squadra è in grado di superare le pressioni avversarie e se la strategia preparata è efficace.

  3. L'andamento dei duelli: una volta che il piano gara è in linea con quanto preventivato a “far saltare il banco” possono essere i duelli. E' per questa ragione che è fondamentale avere in campo elementi in grado di prevalere sull'avversario diretto.

  4. La prontezza nel reagire a situazioni anomale come i rimbalzi, le seconde palle, gli errori in fase di impostazione, gli intercettamenti in zone di campo molto favorevoli, ecc.

  5. Le situazioni di palla inattiva, sia a favore che contro. Le fasi fisse rappresentano una gara nella gara, con regole e in contesti diversi (la palla è ferma e libera). Proprio per queste ragioni posso risultare determinanti.

  6. La lucidità fisica e mentale dei giocatori.


Premesso tutto ciò, sappiamo anche che la partita “può girare” per un episodio ed è fondamentale avere un piano alternativo per “ribaltare la partita” quando si è sotto e il termine del match non è lontano.


Obiettivo dell'articolo è quello di identificare i 5 possibili interventi che l'allenatore può attuare per variare assetto e “ribaltare la partita”.

LE ESERCITAZIONI "INDISPENSABILI"

Durante la seduta di allenamento sono innumerevoli le proposte che il mister può utilizzare per raggiungere il suo obiettivo.

In quest'ultimo contributo del supplemento EXTRA, siamo andati a riepilogare alcune tipologie di “esercitazioni essenziali” da poter utilizzare nella fase iniziale dell'allenamento, in quella centrale e anche nella parte finale.

Le proposte didattiche esposte sono complessivamente 10 e sono state così suddivise:


  • warm up;

  • esercitazioni tecnico-tattiche;

  • giochi di possesso, aggressione e transizione;

  • esercitazioni tattiche;

  • partite a tema.


Si inizia con i warm up per allenare non solo le abilità tecniche ma anche i principi di gioco che vengono poi richiesti nella parte centrale della seduta con esercitazioni tattiche specifiche e, nella parte finale, con le partite a tema.

Per concludere è importante ricordare che così come il modello di gioco ha l'obiettivo di esaltare le qualità e le caratteristiche dei singoli, anche durante le esercitazioni il giocatore deve sentirsi protagonista e non semplice comprimario per soddisfare le richieste del mister.

Serve occhio, sensibilità e misura da parte del mister.

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